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Biometano, la seconda vita degli scarti agroalimentari

July, 2020

IES Biogas dedica una divisione alla Food Industry

I sottoprodotti dell’industria alimentare, provenienti principalmente dalla trasformazione di materie prime caratterizzate da un elevato grado di biodegradabilità, sono oggi un’incredibile opportunità di produrre energia e promuovere economie circolari e sostenibili.

Gli scarti più rilevanti dell’industria agroalimentare sono fanghi che derivano dalla lavorazione di carne e pesce, sottoprodotti lattiero-caseari e dolciari, residui di frutta e verdura, cereali e tuberi. Complessivamente sono una percentuale consistente dei rifiuti prodotti: la loro valorizzazione e trasformazione in biometano rappresenta, quindi, per l’industria alimentare una delle soluzioni tecnologiche che meglio riesce a conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica.

IES Biogas, che da oltre 12 anni realizza impianti biogas e biometano a livello internazionale e dal 2018 parte di Snam, ha dedicato un’intera divisione al settore: IES Food Industry.

“Oggi stiamo assistendo – spiega l’amministratore delegato, Marco Mazzero – a un maggiore interesse da parte dell’industria del Food&Beverage verso la valorizzazione degli scarti, degli scaduti e dei resi per la produzione di biometano, incentivata in Italia per l’utilizzo nel settore dei trasporti. Le aziende produttrici possono, quindi, immetterlo direttamente nella rete nazionale oppure utilizzarlo come biocarburante green e destinarlo alle flotte adibite alla movimentazione dei prodotti riducendo, così, la carbon footprint, l’impatto delle attività sul clima globale in termini di quantità di CO2 che i processi generano lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti”.

Non solo: i residui che rimangono dopo il processo di fermentazione sono anche un’ottima matrice per la produzione di fertilizzante naturale da utilizzare sia in agricoltura tradizionale, sia in quella biologica, perché ricchi di sostanza organica e nutrienti. “Così, – conclude Mazzero – l’azienda preserva e valorizza i cicli della natura conciliandoli con quelli produttivi, secondo il principio della circolarità economica e ambientale, non solo dal punto di vista energetico, ma anche dell’uso e riuso razionale delle risorse durante tutte le fasi del ciclo di produzione”.

In foto: il cantiere di AF Bioenergie

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