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Dallo zucchero al biometano: i nuovi progetti delle associazioni bieticole

July, 2021

 

Il gruppo CGBI, che riunisce le storiche associazioni bieticole ANB e CNB, ha innovato i vertici e ridefinito le linee strategiche incentrate sulla rivoluzione verde e l’economia circolare, sulla produzione di energia pulita da sottoprodotti di origine agricola e reflui zootecnici, mettendo sul tavolo oltre 130 milioni di euro di investimenti programmati e la costruzione di 25 impianti di biometano agricolo in cinque anni. Gabriele Lanfredi succede a Gian Giacomo Bonaldi alla guida del secondo gruppo in Italia per numero di impianti biogas e potenza installata (20 partecipati e 26 in gestione diretta e più di 200 in assistenza e consulenza), affiancato dal vicepresidente Guglielmo Garagnani, numero uno dell’Associazione nazionale bieticoltori e presidente di Confagricoltura Bologna. Il passaggio di consegne è avvenuto il 14 luglio, a Ravenna, all’assemblea dei soci.

Continua, dunque, il percorso avviato con successo dalle associazioni bieticole nel 2010, quando diedero vita a un progetto biogas unico in Europa: valorizzare a fini energetici il prodotto dei soci e il sottoprodotto degli zuccherifici, ossia le polpe di barbabietola surpressate derivanti dal processo di estrazione del saccarosio. In questo modo, è stato possibile integrare il prezzo industriale della barbabietola di circa il 20%, rendendo economicamente sostenibile sia la coltivazione sia la filiera dello zucchero italiano.

Nel corso della sessione pomeridiana, al convegno “Dallo zucchero al biometano”, i nuovi vertici, Gabriele Lanfredi e Guglielmo Garagnani hanno dichiarato: “GCBI diventa protagonista della rivoluzione verde, partner ideale delle aziende agricole e zootecniche con cui portare a compimento il percorso verso la transizione ecologica. Siamo pronti alle sfide del PNRR con progetti mirati alla produzione di energia pulita da fonti rinnovabili che si articoleranno lungo quattro direttrici: accelerare la riconversione degli impianti biogas agricoli esistenti verso la produzione di biometano; realizzare nuovi impianti biometano puntando sul progetto Agri.Bio.Metano che di fatto promuove società agricole consortili, nelle quali i soci conferiscono l’intero fabbisogno necessario all’alimentazione dell’impianto; favorire la costruzione di biogas di piccola scala – progetto 300kW-; infine, contribuire alla crescita del fotovoltaico in agricoltura, aggregando le aziende per accrescere la forza contrattuale e ottenere le migliori condizioni del mercato nelle diverse fasi realizzative fino alla messa in esercizio“.

Le aziende zootecniche assumeranno un ruolo centrale che le vedrà in prima linea nella rivoluzione green mediante la valorizzazione degli effluenti da allevamento nel trattamento di digestione anaerobica. Non solo, il contributo dell’allevatore alla riduzione delle emissioni in atmosfera si configura anche nell’implementazione dei più moderni sistemi di distribuzione e interramento del digestato, in grado di ridurre drasticamente l’uso dei concimi chimici e aumentare la sostanza organica nel suolo. I nuovi impianti di biometano agricolo, grazie agli interventi previsti nel PNRR, possono realizzarsi sotto forma di poli consortili per il trattamento centralizzato di digestati ed effluenti zootecnici. La gestione dei nitrati si trasforma, quindi, in elemento di grande innovazione all’interno dei processi produttivi, fattore chiave per un’agricoltura sostenibile, perfettamente integrata nella filiera agro energetica e in linea con gli obiettivi del Green Deal. Tra le novità al centro del convegno, la stretta sinergia tra CGBI e CIB Consorzio Italiano Biogas, che ha portato alla costituzione di Verdemetano, la prima cooperativa di produttori di biometano ottenuto da sottoprodotti agricoli, effluenti zootecnici e colture sostenibili.

All’incontro ha partecipato anche IES Biogas, in qualità di partner tecnologico per la realizzazione di impianti biometano. Presente l’Amministratore delegato, Marco Mazzero, che in occasione del suo intervento ha sottolineato i benefici della produzione di biometano per tutto il settore agricolo italiano: “L’impianto biometano rappresenta oggi il centro delle dieci azioni del programma Farming For Future del CIB, coniugando cultura agricola, innovazione tecnologica e digitalizzazione. Investire nel biometano non significa solo molecola, ma anche produrre fertilizzante organico dal digestato, garantendo la fertilità del suolo e la biodiversità“.

Per saperne di più: www.anb.it

 

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